IUC

 

UN REBUS CHIAMATO “IUC”

Quest’anno il fisco locale rischia di rivelarsi ancora più oneroso e complicato dell’anno scorso. Il 2014, infatti, è il primo anno di applicazione della IUC (Imposta Unica Comunale) articolata nelle sue tre componenti:

  • IMU (imposta municipale unica), ovvero la già nota imposta sulla proprietà degli immobili.

  • TARI (tassa sui rifiuti), nome nuovo per la vecchia tassa sui rifiuti; sostituisce la Tares dello scorso anno (che a sua volta aveva preso il posto di Tarsu e Tia).

  • TASI (tassa sui servizi indivisibili), è il nuovo tributo per i “servizi indivisibili” erogati dai comuni, destinato alla copertura delle spese sostenute per l'illuminazione, la cura del verde, la pulizia stradale ecc…

    Due sono i probabili effetti delle novità di quest’anno. In primo luogo è prevedibile un maggiore carico fiscale complessivo: il tributo sui “servizi indivisibili” si applica, infatti, anche all'abitazione principale, con un'aliquota di base pari all'1 per mille, elevabile dai comuni fino al 3,3 per mille, ma senza detrazioni fisse (come avveniva con la vecchia IMU). Inoltre la TASI colpisce anche chi vive in affitto, che dovrà dividere l’imposta con il proprietario dell’immobile.

    Il secondo effetto certo della manovra è quello di aver provocato grande confusione tra i contribuenti. L’imposta comunale, nonostante sia definita “unica”, si compone di tre imposte autonome, con regole proprie, che creano una disciplina fiscale di non semplice applicazione. Il Legislatore, certamente non ispirato dal principio di “semplificazione fiscale”, ha rimesso ad ogni singolo comune le scelte relative alle aliquote fiscali da adottare, alle detrazioni, alle esenzioni ed ai termini di versamento. Ad oggi in Italia sono censiti ben 8.101 comuni e sembra inevitabile una proliferazione normativa che renderà sempre più difficile la determinazione di quanto effettivamente dovuto dai contribuenti.